E’ solo questione di atteggiamento mentale

Atteggiamento_mentale

Il pensiero determina la realtà. Si sentirà sporco o felice?

Torniamo a parlare di uno dei primi argomenti che ho trattato su questo diario, nel post ‘Poi diventi mamma e migliori‘.  Riflettendo sulla mia esperienza, sulla mia vita prima e dopo la nascita di Cipollino, ho trovato una sorta di ‘metodo’, che ho provato a riassumere in 5 punti:

  1. E’ solo questione di onestà e coerenza
  2. E’ solo questione di responsabilità e colpe
  3. E’ solo questione di atteggiamento mentale
  4. E’ solo questione di apertura e accoglienza
  5. E’ solo questione di impegno e di esempio

Dicevamo che il pensiero domina ciò che siamo. Un atteggiamento mentale positivo ci aiuta a dare il meglio di noi stessi nelle situazioni difficili.E questo pensiero positivo si può allenare.

Il nostro cervello elabora le situazioni che viviamo attraverso due elementi: competenze ed emozioni. Quello che sappiamo fare e quello che proviamo. La memoria fa da filtro al tutto. Quanto più le mie memorie contrastano con la situazione, tanto meno riuscirò ad essere positivo, mi costruirò un’immagine anticipatoria negativa che mi porterà a pensare negativamente rispetto a quella situazione e molto spesso la realtà mi darà ragione. A quel punto si creerà un’abitudine mentale che ci predispone al fallimento.
Come rompere questo circuito?
Con i farmaci, con la psicanalisi o con il pensiero.
Siccome i farmaci li prendo solo se mi sento in punto di morte e la psicanalisi l’ho affrontata quando da sola non riuscivo, concentriamoci sul pensiero, che non costa nulla, non fa male (se usato bene) e ci dà una grande forza e libertà, nonchè la soddisfazione di avercela fatta da soli.

Il pensiero può determinare la realtà.

Ogni volta che penso positivamente innesco una reazione chimica che guida il mio comportamento, si creerà una memoria positiva e pian piano questa diventerà un’abitudine.
Un’abitudine positiva è l’autostrada per una mentalità positiva.
La mente non fa differenza tra reale e immaginato (vedi gli incubi, pur sapendo che non sono veri, una volta svegli continuano a turbarci).
Nei momenti difficili, mettiamo una memoria positiva all’interno della situazione che ci spaventa. Più spesso lo facciamo, più il nostro cervello inizia a cambiare, trasformandosi pian piano in azione: penso bene, mi sento bene, vivo bene.
Quando siamo sereni e rilassati, immaginiamoci mentre gestiamo bene delle situazioni difficili e pian piano ci abitueremo a gestirle bene allo stesso modo anche nella realtà: se visualizzo un’immagine specifica e continuo a ripeterla, diventerà un insieme funzionale stabile e il mio cervello si predisporrà a farmi dare il meglio di me stesso.
Certo non funzionerà sempre bene, ma almeno uno sa che ha dato il meglio di sè, senza ansie, senza paure, stress o ricordi negativi. E certamente il ricordo che avremo della situazione, per quanto possa non essere stata un successo, sarà sicuramente meno spaventoso. E andrà ad alimentare quelle memorie positive che dicevamo prima.

Nella mia esperienza con Cipollino sono cambiata molto a livello di nervosismo. Sono sempre stata molto nervosa e impulsiva, e quando mi son trovata a che fare con un neonato che spesso piangeva per chissà quale motivo, mi innervosivo e mi arrabbiavo, gestivo quindi le situaizoni di merda e passavo il resto della giornata, o della notte, a sentirmi inutile e incapace. Una madraccia, ecco.
Poi, grazie a delle letture di cui scriverò e alla volontà di essere una madre migliore, ho capito che il modo in cui reagiamo alle situazioni non dipende dalla situazione, ma da noi stessi. Che nessuno ha il potere di farci reagire o sentire in un certo modo, ma siamo noi che reagiamo o ci sentiamo in un certo modo.
Allora ho iniziato a immaginare come avrei potuto gestire meglio la cosa (spesso prendendo come esempio il mio compagno, che con Cipollino aveva una grazia decisamente maggiore) e pian piano ho provato ad agire con la stessa calma con cui mi ero immaginata. E ha funzionato una volta, e poi due, e poi tre e adesso riesco ad affrontare gran parte delle situazioni difficili con più calma e serenità (e non solo con Cipollino, anche al lavoro, o altrove).
Certo spesso sclero (oh, sono umana!), ma ho superato bene tante di quelle crisi che oggi mi sento molto più capace, e certamente non inutile. Una mamma bravina, dai!

Lo stesso metodo possiamo usarlo con gli altri: se abbiamo davanti persone in difficoltà, possiamo aiutarle a pensare bene, a stemperare la tensione, a farli concentrare sulle loro capacità, a spingerli a provare. E se la loro difficoltà dipende da noi, possiamo dargli la possibilità di rilassarsi, per metterli nella condizione di dare il meglio di sè.
In senso più stresso, con i nostri figli, l’educazione è un facilitatore: aiutiamoli ad avere pensieri di opportunità, anzichè  di negazione. E dovunque arriveranno, sapremo che sono arrivati più in alto che potevano.

Ogni persona al mondo, di ogni età, di ogni paese, di ogni condizione sociale, se vuole cambiare cambia. Il cervello è in grado di cambiare se stesso. Quello che però non deve mancare sono la volontà e la pratica del pensiero positivo.
Ricordiamocelo.

– Quando al rientro al lavoro ho avuto modo di partecipare ad un incontro con un consulente, psicologo motivatore delle Frecce Tricolore, e l’ho sentito mettere in forma l’esperienza che avevo avuto io ‘inconsapevolmente’, trasformandola in un metodo, non ho potuto non sentire il bisogno di fissarlo su questa pagina, perchè sia memoria per me e magari aiuto per qualcun altro –

3 pensieri su “E’ solo questione di atteggiamento mentale

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