Leo il Camion curioso

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Leo costruisce una locomotiva

C’ero una volta io, genitore perfetto. Niente cartoni, pc e telefono sotto i 3 anni e solo giochi educativi. Poi sono diventata mamma, Enea ha iniziato ad interagire con altre persone oltre me, da bambino curioso che è ha iniziato a guardarsi intorno e ha scoperto tv, telefono e pc. Olè.

Ma…com’è che si dice? C’era una volta un genitore perfetto. Poi è diventato genitore.

Ecco. Prima di diventare genitore non pensavo che un bambino di un anno e poco più potesse appassionarsi tanto di trattori, camion e ruspe. E non pensavo che tra le prime parole che avrebbe ripetuto a ruota ci sarebbe stato ‘trattore, trattore, trattore’.

E trovatelo un trattore al mare alle 6 di mattina. O chiusi in casa in una giornata invernale. Soprattutto dopo aver rigirato come calzini i veicoli bellissimi di legno che abbiamo in casa. E letto i libri. Fatto sta che come qualunque essere sociale, ha iniziato a vedere tv, telefoni e pc, usati da noi, dai nonni, in giro. Ed è bastato che qualcuno gli facesse vedere una volta il filmato di un trattore su youtube che è partita la solfa del ‘tattoe, tattoe‘ (trattore, trattore. ndr) indicando i nostri cellulari.

A quel punto è scattata la missione: ‘Trovare qualcosa di decente da fargli vedere’. E l’abbiamo compiuta trovando Leo, il camion curioso. Al link che vi ho appena messo trovate l’elenco delle puntate su youtube. Se volete avventurarvi nell’orrore dei video per bambini invece, andate pure a briglia sciolta, ma poi non dite che non vi avevo avvertito!

A noi piace abbastanza, a Enea tantissimo. E credo sia un buon compromesso per avvicinarlo alla tecnologia facendogli vedere un cartone simpatico e al tempo stesso educativo: il protagonista è Leo, un camion che vive in un bel parco e ama costruire cose. La voce narrante racconta in modo semplice cosa sta accadendo, nominando le parti che compongono gli oggetti costruiti, spiegando a cosa servono, insegnando i nomi dei colori e facendo semplici quiz.

Enea da qualche tempo inizia anche ad interagire, chiamando i colori, o indicando gli oggetti che Leo sta cercando. Dal canto nostro, gli centelliniamo la visione, con una o due puntate al giorno, a volte niente, altre volte qualcuna in più, se ci troviamo in situazioni per lui poco adatte ma da cui non ci possiamo esimere (oppure per ‘tenerlo buono’, come in occasione del terremoto). Quando vuole vederlo ce lo chiede, e sa già come funziona, infatti dice: “Leo…curioso…solo uno, poi basta!”.

Consapevoli che l’uso dei dispositivi elettronici va limitato al massimo (interessante per farsi un’idea, questo articolo di UPPA), ma anche dotati di spirito critico, assimiliamo i principi che riteniamo saggi, per poi adattarli al nostro stile di vita, alle nostre abitudini e al contesto in cui viviamo. Le prime volte mi sentivo un pò mammademmerda, poi ha prevalso lo spirito di sopravvivenza, ma sempre illuminato e coerente con la linea educativa che cerchiamo di seguire. E cercando di stare alla larga dagli estremismi, che mi hanno sempre spaventata, in ogni ambito.

(Poi vabè, Peppa Pig e Masha e Orso, insieme a Topotip e Tontolino (Topolino, ndr) sono entrati anche in casa nostra, ma finchè possiamo cerchiamo di distrarlo e indirizzarlo altrove. Su quello che accade dai nonni, invece, siamo poco padroni…tanto quando il gatto non c’è…)

E voi? Avete qualche cartone che piace particolarmente a voi o ai vostri bambini? O riuscite a tenerli all’oscuro dell’esistenza della tecnologia?

6 pensieri su “Leo il Camion curioso

  1. Domenico scrive:

    Salve visto che mio ho figlio va pazzo per Leo vorrei regalarglielo per Natale con la ruspa e tutti i componenti ma stiamo uscendo pazzi non si trovano 😓è possibile gentilmente sapere dove è possibile acquistarli? grazie mille

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