I 7 motivi per cui sono una madre degenere: #3 (auto)svezzamento

Autosvezzamento

Enea a 6 mesi e mezzo e le croste di pane

Dal momento in cui Enea ha iniziato a provare interesse per il cibo solido ho sperato che il chiacchiericcio continuo sull’allattamento cessasse, e invece no. È solo cambiato l’oggetto del ciarlare.
Sin dalla prima pappa ho capito che non sarebbe stato facile. Enea non la voleva. Mi ero informata sull’autosvezzamento e un giorno, invece di frullare il brodo vegetale, ho tritato le verdure fine e ci ho aggiunto una pastina. L’ha mangiata con gusto. Il giorno dopo gli ho allungato un bastoncino di carota lessa e un pezzo di cavolfiore. Metà è finita spiaccicata in mano. Metà in bocca.
“Vedi un po’ che non gli piacciono le consistenze molli e preferisce mangiare qualcosa di consistente?”, mi son detta.
Per me era ovvio. Per tutti gli altri stavo cercando di soffocarlo. E gli stavo togliendo nutrienti fondamentali evitandogli le farine.
Poi, dopo aver raccolto le tabelle di inserimento degli alimenti proposte da tutti i pediatri dei figli delle mie amiche ed essermi accorta che di uguale c’era solo la carta su cui erano stampate, ho iniziato ad ignorarle.Dai 6 mesi Enea ha mangiato pesche e fragole, formaggi, legumi, tutte le verdure e i tipi di carne. I primi crostacei li ha assaggiati che non aveva nemmeno un anno. Io e Andrea abbiamo iniziato a migliorare la nostra alimentazione, limitando sale e cibi elaborati e puntando su piatti semplici, di stagione e salutari, che potesse mangiare anche Enea. E lui era felice e mangiava di gusto.

Ma ovviamente non era quella la cosa importante. No. Per tutti dovevo insistere a fargli mangiare farine e cremine, dovevo imboccarlo invece che lasciarlo provare e sporcarsi, dovevo pretendere che mangiasse la quantità che io avevo deciso per lui. E poi, che madre ero, correre ad ogni pasto il rischio di farlo strozzare, rovinargli stomaco e fegato con una frittatina, o lanciarlo nel tunnel delle allergie con dei fusilli al pomodoro!

Il retaggio culturale che c’è dietro al tema svezzamento è forte e sappiamo bene quanto per la mamma italica la questione cibo sia fondamentale, per questo è così difficile ‘perdere il controllo’ sul bambino, lasciarlo sperimentare e ‘scegliere’ cosa e quanto mangiare.
Per la mia (felice) esperienza, io vi consiglio di provare, ma prima:

  • Informatevi. Col vostro pediatra, se è aggiornato sul tema. Altrimenti sul sito  Autosvezzamento.it trovate tante informazioni utili e sulla loro pagina Facebook potete confrontarvi e fare domande.
    Ci sono anche dei libri, utilissimi per iniziare:
    Io mi svezzo da solo! Dialoghi sullo svezzamento. Lucio Piermarini, pediatra.
    Autosvezzamento per tutti: Cos’è e perché è davvero per tutti. Andrea Re, autosvezzamento.it
  • Fate un corso di disostruzione pediatrica. I bambini devono imparare a gestire i ‘pezzi’, per cui le prima volte vi verrà un colpo ad ogni conato o colpo di tosse. Per vivere il pasto con serenità, imparate come gestire un’eventuale ostruzione, che saperlo è sempre utile, che si scelga o meno l’autosvezzamento.
  • Osservate il vostro bambino. Prima di iniziare lo svezzamento, tradizionale o meno, ci sono dei segnali che indicano che il bambino è pronto: ha perso il riflesso di estrusione della lingua, sta seduto bene da solo ed è interessato al cibo che vede sulla tavola. La fretta è sempre cattiva consigliera.
  • Sappiate che è di una comodità unica. Non dover trafficare con litri di brodo per mesi, non cucinare per il bambino cose diverse dalle nostre, non doversi organizzare in anticipo con le pappe in caso di viaggi o pasti fuori casa è uno dei vantaggi dell’autosvezzamento. Inoltre, mangiare le stesse cose rende il pasto un momento da vivere insieme, e visto che l’esempio è uno degli strumenti più efficaci nell’educazione di un bambino, capite quanto questo ci faciliti nell’educazione alimentare del nostro cucciolo.
  • Preparatevi alle critiche. Qui non serve che vi spiego nulla, se siete mamme sapete già dei consigli non richiesti e dei giudizi facili. Spero per voi riusciate a gestirli senza farvi troppo male.

Tornando alla nostra esperienza di autosvezzamento, sicuro è stato culo (che se qualcosa ci va bene, come genitori, è solo culo, ovvio. Se va male invece è colpa nostra), fatto sta che Enea ha sempre mangiato di tutto e con appetito. Ora che ha 3 anni inizia a selezionare, ma è anche normale a questa età. Un giorno una cosa la mangia e il giorno dopo no, per esempio. All’asilo sì e a casa no. Mangia carote e mele come fossero caramelle, mentre i broccoli, che ha amato fino all’anno scorso, non li vuole più. Quello che è certo è che, oggi come a 6 mesi, rifiuta le consistenze pappose come vellutate, formaggi molli e purè.

Vedi un po’ allora che anche a 6 mesi aveva davvero già i suoi gusti e non ero io la madre degenere che gli dava la pastina invece che le farine!

I 7 contenuti della serie ‘madre degenere’ +1
  1. Allattamento
  2. Salute
  3. Autosvezzamento (l’hai appena finito di leggere)
  4. Abbigliamento e cura
  5. Religione (coming soon)
  6. Esisto anche io (coming soon)
  7. Educazione (coming soon)
  8. Mamma (degenere?) nel tempo libero

4 pensieri su “I 7 motivi per cui sono una madre degenere: #3 (auto)svezzamento

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