E’ solo questione di responsabilità e colpe

Colpe

Colorare sulla tovaglia, di chi sarà la colpa? 😉

Le aspettative ti fregano. Ti alzi la mattina con un’idea chiara della tua giornata e dopo 10 minuti è già tutto per aria, idea compresa.
Bisogna tenerle a bada, le aspettative. Non abbassarle, per carità, ma crearsele con obiettività, quello sì. Accettare che la vita è cambiata, che non possiamo pianificare tutto e che non dipende tutto solo da noi. Ma…
C’è un ‘ma’. Mentre cercavo di capirmi, mi sono accorta che è vero che non dipende tutto da noi. Ma è anche vero che non è sempre colpa degli altri. Forse per educazione, forse per esempio, qualunque sia l’origine, mi sono accorta che di fronte a quasi tutto quello che mi succedeva, il primo pensiero era incolpare qualcuno.

Correvo a farmi una doccia nella mezz’ora in cui Cipollino finalmente dormiva e non trovavo il tappetino? Primo pensiero ‘Ecco, l’ha tolto A., chissà dove l’ha cacciato’.
Risultato? Nervoso. Solo tanto nervoso e rabbia. (Rendendomi poi conto che il tappetino non l’aveva spostato A., ma l’avevo messo a lavare io!)
Così come nel lavoro, come già detto nel post che fa da cappello a questo, in cui ogni osservazioni e ogni ‘critica’ erano presi come attacchi personali, e subito giù a trovare giustificazioni e buttare al di fuori la responsabilità. E passi avanti e crescita personale, zero.

Poi sono diventata madre. E mi sono accorta che con un neonato questo non funziona. Non puoi dargli la colpa di quello che accade. E non puoi chiedergli di cambiare o starci attento o essere migliore.
Con lui non puoi buttare le colpe al di fuori di te, e nemmeno la responsabilità della soluzione.
E allora inizi a pensare che forse la colpa è un pò tua, magari non come causa, ma come gestione del problema sì. E se le cose stanno così, pure la soluzione spetta a te!
Inizi a capire il senso di quella frase tante volte sentita ‘Se hai sempre lo stesso problema significa che ne sei parte‘.
E’ con questa nuova consapevolezza che inizi che a renderti conto di tutte le volte in cui hai disperso energie ad innervosirti perchè qualcuno aveva fatto male la tal cosa, o semplicemente a cercare un colpevole o a prendertela con chissà quali ignoti responsabili, invece di pensare a quanto di te era coinvolto, ne era causa, e a come risolvere il problema.

Capisci così che tutto questo lanciare colpe a destra e a manca, altro non è che una fuga da una realtà che crea frustrazione. Soprattutto se uno è perfezionista, l’idea di aver toppato, di non esser stati perfetti, di non riuscire a fare quel cambiamento per affrontare la situazione, sono cose che bruciano, e che è meglio non vedere, perchè fanno male.
Altre volte invece è pigrizia, perchè mettersi lì, affrontare il problema, cercarne le cause e lavorare su se stessi è di gran lunga più faticoso che stare a lamentarsi e scaricare tutto su gli altri. Almeno all’apparenza, perchè in realtà questo vivere sempre con il dente avvelenato, questo sforzo sovrumano e creativo di trovare sempre una giustificazione o un alibi, quanto sono faticosi, eh??!!

In questo percorso, io una mezza via penso di averla trovata, funziona per me (e non funziona sempre, eh, certi scivoloni ogni tanto!) e non è detto funzioni per gli altri, ma è col confronto che si trovano nuove strade e se ne esce un pò di più di quello che eravamo prima, no?

Per questo nei prossimi post voglio provare a spiegare come sto cercando di cambiare, come sto lasciando che questa nuova vita ‘da madre’ mi migliori come persona, di come voglio continuare a crescere, insieme a Cipollino.

— E comunque, diciamocela tutta, non è che queste cose avvengano per caso, eh…non è che uno letteralmente ‘lascia che sia una certa esperienza a migliorararlo’, perchè se non ti ci impegni, non ti metti in discussione, non ti fermi a pensare, riflettere e anche, perchè no?, andare in crisi, e tentare e ritentare e fallire, col cespolo che uno migliora. Uno così si fa solo attraversare dagli eventi, e spesso il risultato è che si è più ‘brutti’ di prima. —

3 pensieri su “E’ solo questione di responsabilità e colpe

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