Sarai Eva

Eva - Eco

Sarai Eva.
Eri già Cece, prima di sapere chi fossi, se bambino o bambina.
Un nome per parlare di te con Enea, per renderti vera anche se invisibile.
Poi ti sei rivelata femmina, e quel nome era già lì, pronto ad accoglierti, a sceglierti, a farti esistere al di fuori di quella pancia in cui ti confondi.

Enea ed Eva. Due figli mortali di divinità.
Quelle divinità in cui io e tuo padre non crediamo, e da cui anche quei figli sono distanti, nella loro umanità, nella finitezza della loro mortalità.
Due guerrieri. Uno nel combattimento; l’altra nell’affermazione della libertà di scegliere.
Due capostipiti. Uno della stirpe di Roma; l’altra dell’umanità.
Due viaggiatori. Uno verso l’ignoto, fino a fondare una nuova città, la più grande; l’altra in cerca di una nuova terra, fuori dal giardino dell’Eden.

Eva. La prima donna, la prima peccatrice, la prima ribelle.
Che questa ricerca della libertà possa accompagnarti tutta la vita, libertà di essere quello che desideri, libera da vincoli e limiti culturali, libera da chi vuole incatenarti per non correre rischi, per paura di quello che potresti diventare.
Libera di esprimerti, di sognare, di vivere. Nel rispetto degli altri, nel rispetto di te stessa.
Che tu possa contare su una forza da guerriera.
Che tu possa dare vita a cose meravigliose, qualunque esse siano.
Che tu possa perderti per il mondo, ritrovandoti sempre nella felicità che costruirai per te.
Che tu possa crescere e arricchirti della vicinanza di tuo fratello, e lui della tua.
Un viaggio da percorrere insieme, ognuno lungo la sua strada.
Pietre miliari sul reciproco cammino, fari nella tempesta, rifugi alla stanchezza.
Questo cammino è già iniziato, lo trovi nei baci di Enea sulla pancia, nei passi dell’orsetto che ci disegna sopra con le sue piccole dita, nei suoi ‘Quando esce Eva?’ e ‘Io quando Eva esce dalla pancia l’abbraccio forte e le do un bacetto piano piano’. Lo trovi in tuo padre che si stupisce felice davanti alla pancia che cresce, così veloce, come se non ci fosse già passato.

E chissà, forse c’eri già, Eva, in quella canzone di un cantautore molto caro, dono di un’amica altrettanto cara, sebbene a un certo punto abbiamo inciampato.
Eri qua, in ‘Eva’, di Ettore Giuradei. Sarà il futuro che viene a lasciarci dei semi, degli indizi nel presente, che però non sappiamo cogliere?

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=Bg8nFYx4NvE&w=560&h=315]

Ad ogni modo, sarai Eva.
Sei già Eva, anche se ancora a forma di pancia.

4 pensieri su “Sarai Eva

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