L’arte del “portare”: un dono per mamma e bambino

Babywearing
Con Enea ci avevo provato, ma forse l’inesperienza, forse la poca motivazione, l’ho portato in fascia sempre con tanti dubbi e con poca dimestichezza, limitandomi all’indispensabile. Nonostante ciò, avevo intuito le potenzialità del portare, per questo ora che è arrivata Eva ho voluto riprovaci, stavolta ‘seriamente’.
La congiunzione astrale favorevole mi ha portato ad un incontro sul babywearing organizzato da La Stanza di Giò, il centro di assistenza alla gravidanza, nascita e genitorialità dell’Ostetrica Giorgia Tiz, a Fabriano. È lì che ho conosciuto Elisa Pieroni, consulente certificata Babywearing Italia, che giusto qualche giorno fa è venuta a casa mia per una consulenza personalizzata, io, lei ed Eva. Si è presentata di domenica pomeriggio, a conferma della sua grande disponibilità, portando con sé le fasce adatte alle legature con un neonato. Mi ha spiegato i fondamentali, poi abbiamo scelto la fascia più adatta a me ed Eva e mi ha insegnato ad usarla. Mentre allattavo, poi, abbiamo chiacchierato e le ho chiesto se avesse piacere a scrivere un articolo per Casa Tufilla, per raccontare la sua esperienza, cos’è il Babywearing e perché vale la pena saperne di più.

Tempo 3 giorni ed ecco qui il suo prezioso contributo di Consulente. Continua a leggere

I 7 motivi per cui sono una madre degenere: #3 (auto)svezzamento

Autosvezzamento

Enea a 6 mesi e mezzo e le croste di pane

Dal momento in cui Enea ha iniziato a provare interesse per il cibo solido ho sperato che il chiacchiericcio continuo sull’allattamento cessasse, e invece no. È solo cambiato l’oggetto del ciarlare.
Sin dalla prima pappa ho capito che non sarebbe stato facile. Enea non la voleva. Mi ero informata sull’autosvezzamento e un giorno, invece di frullare il brodo vegetale, ho tritato le verdure fine e ci ho aggiunto una pastina. L’ha mangiata con gusto. Il giorno dopo gli ho allungato un bastoncino di carota lessa e un pezzo di cavolfiore. Metà è finita spiaccicata in mano. Metà in bocca.
“Vedi un po’ che non gli piacciono le consistenze molli e preferisce mangiare qualcosa di consistente?”, mi son detta.
Per me era ovvio. Per tutti gli altri stavo cercando di soffocarlo. E gli stavo togliendo nutrienti fondamentali evitandogli le farine.
Poi, dopo aver raccolto le tabelle di inserimento degli alimenti proposte da tutti i pediatri dei figli delle mie amiche ed essermi accorta che di uguale c’era solo la carta su cui erano stampate, ho iniziato ad ignorarle. Continua a leggere

I 7 motivi per cui sono una madre degenere: #2 salute

Febbre

Questa febbre ci distrugge

Non sono una mamma apprensiva, sarà la razionalità che mi trattiene dal cedere alle crisi di panico, ma non vado in tilt di fronte ad una sfebbrata, una tosse o addirittura un raffreddore. Finché Enea sta tranquillo, è attivo e gioca non mi preoccupo più di tanto. E da restia alle medicine quale sono, anche per lui le uso solo quando necessario.

Certo, la parola ‘necessario’ di per sé è fuorviante, perché ognuno gli dà il suo personale ‘peso’. Per la mamma un po’ più ansiosa le medicine sono sempre necessarie per far star bene il suo bambino, per quelle un po’ più sciolte come me, non lo sono quasi mai.
Quale sia la strada giusta non posso dirlo, perché come al solito non c’è una sola verità (dopotutto medici diversi danno cure diverse per le stesse malattie), ma posso dire che ho trovato la mia strada giusta, quella che più rispecchia il mio modo di essere. Se poi sia fortuna, tempra forte o diretta conseguenza di queste scelte non lo so, fatto sta che io non mi ammalo facilmente e anche Enea, passato il primo anno di asilo beccandosi anche l’impossibile (vedi asilite), ora che è all’ultimo, devo dire che manca per malattia davvero molto poco. Continua a leggere

Yoga in gravidanza

Yoga gravidanza

Lo Yoga, io e la mia panza.

Lo sport non è il mio forte, sudare e tribolare non mi riempie esattamente di gioia, ma potrei camminare per ore e allo yoga faccio proprio fatica a rinunciare.
Perché?
Semplicemente mi fa stare bene, sia fisicamente che a livello emotivo e psicologico.

Poco meno di dieci anni fa ho fatto il mio primo incontro con lo yoga, l’ho praticato per un anno forse, ma le lezioni erano a Jesi, io abito a Fabriano e lavoro a metà strada, alla fine era più lo stress che il beneficio. Quando poi ero incinta di Enea di un paio di mesi, ho avuto la possibilità di partecipare ad una lezione promozionale della Scuola Yoga Camerino.
È stato amore a prima vista.
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I 7 motivi per cui sono una madre degenere: #1 allattamento

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Enea e la sua sonnolenza appena nato


Nasci mamma e ti accorgi che tutti hanno qualcosa da dirti.
La differenza rispetto a prima è che invece di limitarsi a ‘criticarti’ alle spalle, ora che sei mamma quello che è giusto te lo devono proprio dire. Sia mai che tuo figlio cresca male.
Quando poi provi a far valere le tue ragioni, la risposta solitamente è “Non mi pare che quelli che (descrizione variabile in base all’oggetto della conversazione) siano morti o cresciuti tanto male”. E grazie al cavolo! Anche mio padre fumava con me in macchina, e non sono morta (almeno, non ancora), ma io non lo farei mai!

Il fatto che poi io, figlia di una pedagogia fatta di sculacciate, urla e punizioni, abbia combattuto (e con qualcosa combatto ancora, a 37 anni suonati) con depressione, insicurezze, autostima altalenante e attacchi di rabbia dovuti probabilmente a ferite mai chiuse, non fa nascere per niente il dubbio che forse forse qualcosa potrebbe essere (giustamente) evoluto, o che quello che a me non è piaciuto, magari non voglio ripeterlo con Enea. Continua a leggere

Elogio (ahimé funebre) della nostra borraccia

Borraccia motori Tyrell Katz

La nostra amata borraccia motori Tyrell Katz

Ebbene sì, dopo un anno di onoratissima carriera, la nostra amata borraccia ci ha lasciati. E non perché lo volesse lei, poverina, ma il suo caro proprietario, in un momento di distrazione, le ha riportato ferite che non si possono sanare. E lei ormai versa lacrime ogni volta che le ricordiamo quale sia il suo ruolo.

Una borraccia unica, colorata, piccolina e perfetta per Enea, che non avendo mai voluto biberon, ha potuto godere del suo tappo con foro a misura di bambino. Peccato che la smodata passione di Enea per il mordere, come ormai ben sapete, l’abbia portato a rosicchiare bellamente il tappo, così che adesso, oltre a chiudersi con fatica, la povera borraccetta perde acqua goccia a goccia, come delle piccole lacrime per il futuro perduto.

Ma voglio rendere positivo questo momento di tristezza raccontandovi la sua storia, ma soprattutto consigliandovela, perché per la prima volta in vita mia ho trovato una borraccia che, udite udite, non puzza di fogna dopo un giorno. E neanche dopo 3 o 4. Continua a leggere

App sulla gravidanza ne abbiamo?

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Il bambino in 3D dell’App Sprout Gravidanza

Potevano, in un un mondo 2.0, 3.0, 4.0, n.0, non esistere App per la gravidanza?
Ovvio che no. E io, nonostante sia poco più che 1.0 (avrete notato che a parte la semi-regolarità con cui scrivo qui, per il resto sono molto incostante su Facebook, Instagram e Twitter) già per la gravidanza di Enea avevo scaricato una app dedicata. In questa seconda gravidanza, nonostante la curiosità e la necessità di informarmi siano molto meno frequenti rispetto alla prima, ho voluto fare uno step ulteriore e provarne anche altre. Ora, sarà stato il sesto senso, o forse solo culo, ma quella che avevo usato per Enea si conferma migliore App per seguire la gravidanza.
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Il pancione della mamma. Tu dentro e io davanti.

Il pancione della mamma copertina

Il pancione della mamma. Tu dentro e io davanti. La copertina.

Enea sta per diventare fratello maggiore, e noi ci stiamo preparando ad affrontare un tornado di emozioni e difficoltà, ché il passaggio da 1 a due figli è traumatico, dicono.

Tra le varie cose che stiamo facendo per prepararlo (e prepararci), c’è anche la lettura di libri per bambini dedicati all’argomento “Fratellino in arrivo”.
La mia lista di Amazon ne è piena, ma alla fine, tentando di controllare gli attacchi di shopping compulsivo in tema di libri per Enea, mi sono limitata ad uno: Il pancione della mamma. Tu dentro e io davanti. Lì mi sono fermata. C’era tutto quello che cercavo e Enea se ne è innamorato subito (con tanto di crisi quando stamattina mi ha visto portarlo via da casa, per paura che non lo rivedesse più!) Continua a leggere

Si può preparare un bambino a diventare fratello maggiore?

Fratello maggiore

Enea ed Eva (sì, lei è proprio lì, sotto la mia maglia :)). Credits: Anna Maria Martsenkova

Mancano poco più di 4 mesi al momento in cui Enea diventerà fratello maggiore.
Sin dal test di gravidanza ci siamo chiesti come avremmo potuto accompagnarlo in questa attesa e aiutarlo ad affrontare un cambiamento così grande. Come mio solito, il primo passo è stato quello di leggere. Iniziando da qualche articolo online, per poi passare ai libri. Per me e per Enea. Continua a leggere

La notte peggiore della mia vita di mamma

Notti in bianco con Batman

Non sarò una supermamma, ma ho un figlio supereroe.

O almeno credo, ‘ché si sa, i ricordi poi si affievoliscono e sembrano sempre meno amari. Per questo stavolta ho deciso di scriverla subito, quella che penso essere stata la notte peggiore della mia vita di mamma.
Una notte in cui non c’entravano malanni o ansie. C’entrava la mia testa, che è crollata. Come in un videogioco anni ’90: GAME OVER, insert coin. E mentre Enea piangeva in camera sua, io piangevo seduta nel mio letto, con tanto di sangue dal naso, a me che non succede mai, immagino avessi la pressione alle stelle.
All’improvviso mi ero sentita persa, e sola, e incapace di prendere alcuna decisione che fosse buona per Enea. All’improvviso mi sono vista egoista e sbagliata. Continua a leggere